Non solo racconto sportivo – Uisp e Ussi, l’associazione della stampa sportiva, insieme in varie città per salutare l’anno nuovo. Oggi e il 2 gennaio a Bari sarà aperto il Campus Uisp invernale, mentre a Ciriè, in provincia di Torino, apertura speciale per la piscina comunale con attività in acqua, pensate per tutti i livelli e tutte le età. Nei giorni scorsi camminate di Natale a Prato e Todi.
L’Ussi prosegue la collaborazione con la Uisp, rafforzando il rapporto con una nuova collaborazione nell’ambito del progetto “Mens sana in corpore sano” che l’Unione della Stampa Sportiva Italiana ha svolto nel 2025 nelle scuole e con le associazioni nel Terzo Settore. Una cittadinanza in movimento verso i valori di inclusione, socializzazione e di pari opportunità contro ogni tipo di violenza. Lo sport come linguaggio universale per una società equa. Il progetto è sostenuto da Sport e Salute SpA.
Italian Tourism Awards, vince l’inclusione sociale: premiato il progetto UpWithDown
Il turismo incontra il sociale – Italian Tourism Awards ha premiato le eccellenze del settore.
Tra i 15 vincitori dell’edizione 2025 la “call for ideas UpWithDown” che ha contribuito a realizzare il progetto imprenditoriale di un ragazzo o una ragazza con sindrome di Down nel settore dell’hospitality e del travel, riconoscendo il talento di questi giovani e la loro autonomia.
Roma, ciclisti Babbo Natale in bici per i bambini in cura
In bici per i bambini – A Roma Tantissimi ciclisti vestiti da Babbo Natale sono partiti dal Colosseo e hanno pedalato fino alla Grande Casa di Peter Pan a Trastevere, dove l’organizzazione accoglie i bambini che con le loro famiglie si spostano a Roma per curarsi. All’arrivo un grande momento di festa condivisa con gli ospiti della Grande Casa e i volontari.
Supercoppa a Riad, Napoli e Bologna in visita all’ospedale pediatrico
Non solo dollari – A Riad per la contestatissima sede della Supercoppa italiana è tempo anche di solidarietà con le finaliste Napoli e Bologna che fanno visita all’ospedale pediatrico. Per gli azzurri c’erano Conte e Oriali e per i felsinei Immobile e Skorupsky.
Supercoppa italiana in Arabia Saudita: accuse di sportwashing da Amnesty
Calcio in ostaggio – Amnesty international denuncia la situazione dei diritti umani in Arabia Saudita dove si sta giocando la Supercoppa italiana. Il servizio di Elena Fiorani.
Inter, Napoli, Milan e Bologna sono a Riad per giocare la Supercoppa italiana. Riccardo Cucchi, giornalista e presidente del premio Sport e diritti umani, istituito da Amnesty International e Sport for Society ha dichiarato: “Il calcio è ostaggio di chi vuole usarlo a fini di propaganda. Nessun dirigente dovrebbe avere il potere di vendere la passione dei suoi tifosi in cambio di soldi”. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha ricordato che in Arabia Saudita esprimere dissenso online comporta decenni di carcere, le organizzazioni per i diritti umani sono messe al bando e i loro dirigenti in prigione. Per Luca Musumeci, presidente di Sport for Society, siamo al trionfo dello sportwashing: il calcio italiano tace sulle violazioni dei diritti umani e incassa.
Leggendaria racconta la lotta delle donne nello sport con un numero speciale
Leggendaria – L’ultimo numero della storica rivista femminista è dedicata alle donne e allo sport. Terreno di competizione riservato nel passato ai soli maschi, tra tradizioni guerriere e giochi rituali, poi, dal XX secolo, una serie di “prime volte” fino ai nostri tempi: le discriminazioni sono diminuite ma le atlete sono tuttora in prima linea per abbattere i muri, visibili e invisibili.
Tempo di Feste, più tempo per leggere! E in questo fascicolo della nostra Leggendaria trovate davvero un ricco assortimento di consigli utili per comprare e/o regalare libri assai belli. E film. E mostre. E serie TV. Mettete in pausa il cellulare, se potete. Scrollare senza interruzioni non fa bene alla salute! Scherzi a parte, abbiamo voluto concludere in bellezza questo 2025 e, in vista delle imminenti Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, e reduci da un anno eccezionali di appassionanti successi – nel tennis ma non solo – abbiamo confezionato un Tema sulle donne nello sport, curato da Silvia Neonato. Terreno di competizione riservato nel passato ai soli maschi – tra tradizioni guerriere e giochi rituali – poi progressivamente, dal XX secolo, una serie di “prime volte” delle donne, fino ai nostri tempi: le discriminazioni sono di molto diminuite ma non del tutto e le atlete sono tuttora in prima linea per abbattere gli ultimi muri, quelli visibili e quelli invisibili.
Nel 250esimo anniversario della nascita di Jane Austen, non potevamo trascurare una delle nostre più amate scrittrici: un piccolo Speciale, a firma Alessandra Quattrocchi e Anna Maria Crispino, fa il punto sulle ultime novità di una produzione multimediale e intergenerazionale che non intende perderla di vista.
E poi razzolate in piena libertà tra A/margine, Primopiano, Letture – anche per i/le più giovani con Under-15, senza dimenticare le nostre News, che offre un buon numero di dritte per mostre e altre iniziative cui partecipare nei prossimi due mesi. Compresa Feminism-9, annunciata per fine febbraio e inizi marzo 2026, di cui siamo media-partner: il programma è in via di definizione e potete tenervi aggiornate giorno per giorno tramite il sito. È anche lì, alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, che festeggeremo il 30esimo compleanno di Leggendaria, che cade nel marzo 2026.
Eh, già! Trent’anni non sono pochi per una rivista, specie se indipendente, autonoma e autogestita da un gruppo di fantastiche donne che hanno voluto e saputo scommettere su di lei, “against all odds” – contro ogni pronostico – direbbero negli Usa. Passione e desiderio fanno vivere Leggendaria, ma naturalmente non ce l’avremmo mai fatta senza le nostre lettrici e i nostri lettori. Quindi vi chiediamo ancora una volta di rinnovare i vostri abbonamenti, fateci e fatevi un regalo che durerà tutto l’anno, usando una delle formule previste: dalla quota ordinaria a quella per le under-35 fino all’abbonamento come Madrina. In versione cartacea o in Pdf – o tutt’e due!
Corsa di Miguel, il 18 gennaio si corre in ricordo di Miguel Sanchez
A Roma corre la memoria – Il 18 gennaio torna la Corsa di Miguel, l’iniziativa organizzata dal Club Atletico Centrale che ricorda il maratoneta e poeta argentino desaparecido Miguel Sanchez. La novità è la gara-festa sui 5 chilometri, chiamata “Generazione Miguel”, che si affianca alla 10 km competitiva e non competitiva e alla 3 della Strantirazzismo dedicata a scuole e famiglie.
Il 18 gennaio 2026 torna la Corsa di Miguel, la corsa di 10 chilometri organizzata dal Club Atletico Centrale che ricorda il maratoneta e poeta argentino desaparecido Miguel Sanchez. E torna con una grande novità, la gara-festa sui 5 chilometri che si affianca alla 10 competitiva e non competitiva e alla 3 della Strantirazzismo (che parte dal Ponte della Musica) dedicata a scuole e famiglie. “Generazione Miguel”, questo il titolo della nuova arrivata, che partirà da Ponte Milvio e arriverà anche lei allo stadio Olimpico il prossimo 18 gennaio. L’edizione 2026 è stata presentata martedì 16 dicembre in Campidoglio, e si è aperta con il ricordo di Giorgio Lo Giudice, giornalista, professore, grande amico dell’atletica leggera che con il “suo” Club Atletico Centrale ha dato vita alla Corsa di Miguel. Ai suoi cinque nipoti, è stato consegnato oggi il pettorale numero 1 dell’edizione 2026.
“Sono un fan della Corsa di Miguel perché è una delle iniziative sportive più belle che si svolgono a Roma, in quanto lancia anche forti messaggi culturali, soprattutto rivolti ai giovani delle scuole che coinvolge. Il 18 gennaio sarò di nuovo sulla linea di partenza della gara per partecipare con tutti voi”, ha detto l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato.
Alle tre prove, sono attese oltre 12.000 persone, che dopo aver percorso chi il “giro dei ponti” (la 10k), chi alcuni tratti del Lungotevere nella parte del cuore sportivo della Capitale, entreranno allo stadio Olimpico dove è posizionata la linea d’arrivo. Fiume di podisti ai quali, oggi, si è rivolta idealmente la figlia di Paola Pigni, Chiara Cacchi, che ha rilanciato l’appello per l’intitolazione dello stadio della Farnesina alla memoria della mamma, la prima grande mezzofondista italiana.
Tanti i runner che dal 2000 non perdono un’edizione di questa classica, che apre in qualche modo la stagione delle grandi corse su strada, e tante le associazioni che, come da tradizione, racconteranno le loro storie di corsa. Ci saranno, tra le altre, Emergency e Amnesty International; Sod Italia con le sue joelette, la carrozzina simbolo dell’inclusività; l’associazione Sinapsi, che fa correre ragazzi paralimpici; Assist, il gruppo di donne che da anni combatte per la parità di genere nello sport, con la due volte olimpionica Antonella Bellutti che sarà al via della gara sostenendo l’onda donna.
Milano-Cortina, meno della metà delle opere pronte prima dei Giochi
Open Olympics – Mancano 53 giorni al via delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e su 98 opere previste solo 42 verranno finite prima dell’evento. Sono i dati del 3° rapporto curato da Libera insieme a 20 associazioni, che analizza ciò che è accessibile dal portale Open Milano Cortina 2026, “ma soprattutto ciò che resta opaco, parziale e non del tutto conoscibile”.
Sedici interventi, inclusi otto essenziali (tra cui la pista da bob, l’innevamento artificiale e il Villaggio olimpico di Cortina) possono vantare “una consegna solo parziale (‘fine ante-olimpiadi’)” e non si riesce a “capire in che stato saranno allo scoccare del tempo olimpico”. Così racconta il terzo (ed ultimo) rapporto “Open Olympics” curato da Libera insieme a 20 associazioni. “Alla vigilia dei Giochi Invernali Milano Cortina: tra dati e non dati come si classifica il diritto di sapere?” analizza ciò che è accessibile in particolare dal portale Open Milano Cortina 2026, “ma soprattutto ciò che resta opaco, parziale, non del tutto conoscibile: i ‘non dati’”.
Il punto di partenza sono dunque le 98 opere previste per un investimento di 3.54 miliardi di euro, “di cui solo il 13% dedicate ai Giochi e l’87% alla legacy, soprattutto interventi stradali o ferroviari”. Detto appunto che solo 42 saranno concluse in tempo, quest’anno la data di fine lavori è stata posticipata per il 73% delle opere, “spesso in modo rilevante, con slittamenti che in alcuni casi superano i tre anni”. Inoltre, nei primi 10 mesi del 2025 il valore del piano delle opere cresce di 157 milioni di euro (+4,6%), con aumenti per 34 interventi già presenti, uno sdoppiamento e tre nuove opere. Le variazioni più rilevanti toccano Longarone (+43 milioni), Perca (+31 milioni) e Sondrio (+13,3 milioni). Ma nel report si segnala che “resta però impossibile capire chi stia sostenendo questi aumenti, perché il portale Open Milano Cortina 2026 non riporta le fonti di finanziamento”.
Accanto ai dati disponibili, il report elenca anche “questioni rimaste senza risposta perché i dati a disposizione non ci sono o sono pochi”. La prima è l’impatto ambientale: “Manca l’impronta di Co2 per singola opera, nonostante la metodologia sia prevista dal Cio. L’unico valore noto è la stima della Fondazione: 1.005.000 tonnellate di Co2 equivalente per l’intero ciclo dell’evento”. Il secondo tema riguarda la spesa complessiva dei Giochi: “Sappiamo quanto costa il Piano delle opere, ma non chi stia coprendo gli incrementi”. Il Budget Lifetime della Fondazione Milano Cortina è indicato in 1,7 miliardi, “ma il documento non è pubblico”. Si sa, per ora, che “per ogni euro destinato alle opere indispensabili ai Giochi, se ne spendono 6,6 per opere di legacy”.
Poi, i subappalti: “sono visibili i nomi, non i valori economici e non è possibile incrociare automaticamente i dati con la piattaforma Anac”. La rete Open Olympics 2026 sottolinea inoltre come il portale Open Milano Cortina 2026 copra solo una parte dell’intero perimetro olimpico. La sola Regione Lombardia, attraverso il portale “Oltre i Giochi 2026”, elenca 78 interventi per 5,17 miliardi, di cui 3,82 miliardi non presenti nel portale Open Milano Cortina 2026. “Risultato: asimmetria informativa sistemica”. Restano poi aperte tre domande: “Quante opere esistono davvero e quanto costano? Quanto costa la realizzazione dei Giochi e la tutela di salute e sicurezza? Come sta spendendo il Commissario alle Paralimpiadi i 328 milioni assegnati dal dl Sport?”. Il portale Open Milano Cortina 2026 ha permesso “di illuminare una parte rilevante, ma non esaustiva, della macchina olimpica”, ad ogni modo il monitoraggio andrà avanti “fino alla chiusura dell’ultimo cantiere”.
Il terzo report della rete Open Olympics 2026 “certifica la trasparenza del lavoro di Simico” nella realizzazione delle opere olimpiche in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026. “Una trasparenza che per la società è un valore che si sostanzia, da oltre un anno, nel portale presente sul sito della società, che con periodici aggiornamenti ha fornito e continuerà a fornire tutti i dati sui cantieri soprattutto ai cittadini, ma anche alle testate giornalistiche nazionali, internazionali e locali che (come anche Libera e altre associazioni) hanno potuto realizzare i loro servizi, i loro articoli e i loro report grazie alla totale accessibilità delle informazioni garantita da Simico”. Lo scrive in un comunicato stampa la Società Infrastrutture Milano Cortina dopo la diffusione del terzo e ultimo report sulle opere olimpiche e i loro costi. Un report che si basa appunto su un portale “primo nel suo genere”, rimarca Simico. E aggiunge che “per ciò che attiene agli approfondimenti ambientali è in corso -come già comunicato- la redazione del Report di Sostenibilità che sta raccogliendo tutte le informazioni che saranno altrettanto disponibili. Per ciò che invece attiene alle fonti di finanziamento, sono quelle già indicate e pubblicate dal dpcm di riferimento e si rimanda poi alle fonti di legge previste”.
Simico, infine, “nel ringraziare le associazioni per la loro continua attenzione e collaborazione, conferma e ribadisce la propria disponibilità a migliorare ulteriormente -laddove necessario e possibile- questo lavoro, al solo fine di offrire una maggiore conoscenza e consapevolezza collettiva sul lavoro che sta realizzando, sulla professionalità e sulla correttezza assoluta del suo operato. Anche questo rappresenta una legacy immateriale virtuosa al servizio del Paese, nata proprio grazie all’occasione rappresentata dai Giochi Milano Cortina 2026″.
Sport e politica: premio a Trump, la FIFA sotto accusa per violazioni etiche
Ad personam – La FIFA e il presidente Infantino sono stati accusati di aver violato le normative etiche e di trasparenza per aver consegnato il “Peace Prize” a Trump durante il sorteggio dei Mondiali 2026. La decisione ha sollevato polemiche per il coinvolgimento politico in un evento sportivo neutrale.
l Mondiale 2026, vedrà il Canada, gli Stati Uniti e il Messico come paesi ospitanti, naturalmente, rappresenta uno degli eventi calcistici più importanti del mondo. Donald Trump, durante la cerimonia di sorteggio, è stato omaggiato con un premio speciale dalla FIFA, le accuse si fondano sul fatto che la FIFA si è impegnata a mantenere imparzialità e distacco politico nelle sue attività, evitando favoritismi o riconoscimenti che possano compromettere la sua immagine di ente sportivo neutrale. Il conferimento di un premio a una figura politica altamente divisiva e sotto indagine in più contesti internazionali contrasterebbe direttamente con i principi di trasparenza e fair play sanciti dal regolamento FIFA.
Diverse federazioni calcistiche e alcuni ex calciatori hanno espresso preoccupazione per un possibile precedente che rischia di politicizzare eventi sportivi storicamente neutri. Anche alcune organizzazioni per i diritti umani hanno sollevato dubbi sull’opportunità e il messaggio lanciato da questo gesto. Finora, il presidente Gianni Infantino non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali per giustificare il premio assegnato a Donald Trump.
La scelta, sostengono alcuni, potrebbe essere stata motivata da ragioni diplomatiche o per rafforzare il legame con gli Stati Uniti, paese co-organizzatore del Mondiale. Tuttavia, l’assenza di chiarimenti pubblici alimenta ulteriormente le critiche e diffida verso la gestione della FIFA.
Alcuni esponenti politici e ONG hanno definito “sconcertante” l’idea di un “Peace Prize” per un presidente considerato responsabile di politiche divisive e di dichiarazioni contro minoranze e migranti, sottolineando come il video celebrativo mostrato al sorteggio sia apparso come uno strumento di propaganda più che come un tributo sportivo. La scelta di Infantino di parlare di Trump come di un “amico stretto” e di elogiarne in pubblico le iniziative ha alimentato ulteriormente le accuse di allineamento politico e ha spinto alcune forze politiche a chiedere alla FIFA di fare chiarezza sul ruolo del suo presidente e sui limiti del suo mandato.
La FIFA potrebbe essere chiamata a rispondere davanti a organi di controllo internazionali oppure a modificare le proprie procedure per evitare future situazioni simili. Il caso mette in luce come lo sport, pur mantenendo una forte valenza culturale e di aggregazione, sia inevitabilmente legato a questioni politiche e diplomatiche molto delicate.
Crediti foto: Adnkronos – Afp
Squadra Napoli Women insultata dall’Under 14: corsi di formazione per i ragazzi
Educazione contro la violenza – Le ragazze del Napoli Women insultate dai calciatori under 14: ecco la loro punizione nel servizio di Elena Fiorani.
Umiliate, derise, insultate con offese gravi e vergognose. La vergogna che ha provato anche don Aniello Manganiello, il presidente dell’under 14 maschile, noto per essere un prete anticamorra, simbolo del riscatto di Scampia. Proprio il calcio, con una società e le sue tredici squadre,per don Manganiello è uno strumento per il recupero di quei ragazzi che vogliono scrollarsi di dosso il marchio di «Gomorra». Per questo la punizione prevista non sarà l’isolamento ma la proposta di corsi di formazione e sensibilizzazione sul rispetto delle donne e sul contrasto alla violenza di genere. “Episodi come questo evidenziano che forse si è puntato troppo sulla tecnica dei giovani calciatori invece di pensare a farli diventare uomini”, ha detto il prete.




