Archivi categoria: Economia

Infortuni mortali in calo, ma resta il nodo del lavoro sommerso


Quanta fatica – In occasione del Primo Maggio Anmil riflette sugli Open Data INAIL di febbraio 2026 che mostrano un calo del 25,6% delle denunce di infortuni mortali: per l’associazione sono dati che “si riferiscono solamente all’universo della legalità in una Nazione che conta circa 3 milioni di lavoratori impiegati nel sommerso?”.

Crediti foto: FP

Sicurezza sul lavoro, ANMIL racconta la realtà nascosta


𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒗𝒂 𝒂𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐?” – “Sempre di corsa”, “Si tira avanti”. Nella 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 queste sono le risposte raccolte da ANMIL nella sua campagna raccontando ciò che spesso si nasconde davvero dietro tante frasi di circostanza.

Dl carburanti, il Terzo settore: “Aggrava le disuguaglianze”


Punito il welfare – Il Forum Terzo settore contro il Dl carburanti varato dal governo. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Il Forum nazionale Terzo settore si esprime senza mezzi termini contro il Dl Carburanti varato dal governo: “punisce la sanità, l’istruzione, la cultura, il welfare, la cooperazione allo sviluppo, il Terzo settore e tutto il mondo del sociale in un momento di grave crisi, dovuta alla guerra in Medio Oriente, che si fa sentire soprattutto sui più fragili. Un provvedimento che taglia su settori nevralgici del nostro Paese e che fa intravedere un aggravamento degli squilibri sociali già evidenti”. Queste le parole del portavoce nazionale Giancarlo Moretti.

Bologna, Exposanità: focus sul diritto universale alla salute


Exposanità – Fino a domani a Bologna la manifestazione dedicata al mondo della salute. Al centro del dibattito il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel preservare la salute come diritto universale. Oltre 200 i convegni e i workshop previsti.

La tecnologia è la grande protagonista dei 200 convegni che si alternano tra i padiglioni. Dall’Intelligenza Artificiale applicata alla diagnosi assistita, alla medicina personalizzata e all’analisi predittiva, passando per le soluzioni della telemedicina che riducono le distanze territoriali, fino alla nuova generazione di dispositivi diagnostici indossabili, l’innovazione digitale traccia la strada per la sanità del futuro, offrendo soluzioni – Planning Solutions, come recita il claim – che hanno il compito di rispondere a una grande sfida: il digitale salverà la salute come diritto universale?

È questo il tema affrontato nel convegno inaugurale “Sfide socio-sanitarie e soluzioni tech. Nuove risposte per garantire il diritto alla cura”, che ha dato il via alla prima giornata.

Tra i primi ostacoli che il nostro Servizio sanitario nazionale deve affrontare, certamente la mancanza strutturale di fondi. Con il 3,1% di deficit del Pil, sarà difficile immaginare nuovi finanziamenti. A questo ha provato a rispondere l’Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna, Massimo Fabi: «Non esiste una soluzione unica. La prima scelta è culturale e politica: investire sulla promozione della salute e sulla prevenzione. Prevenire è meglio che curare, salva vite e rende il sistema più sostenibile. Poi c’è il rafforzamento concreto della sanità territoriale. L’Emilia-Romagna è tra le regioni benchmark sugli obiettivi della Missione 6 del PNRR: passeremo da 140 a 192 Case della Comunità, con 600 posti letto in più negli Ospedali di Comunità, investimenti in tecnologie innovative e digitalizzazione. Oggi il 92% dei cittadini aderisce al Fascicolo Sanitario Elettronico», spiega Fabi, che oltre a essere medico reumatologo vanta una lunga esperienza manageriale come Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Un altro tema centrale di Exposanità2026 – come di tutte le precedenti edizioni del Salone – è quello delle risorse umane, che tengono letteralmente in piedi il nostro Servizio Sanitario. «Abbiamo 68.500 operatori, di cui 28.000 infermieri: non sono ancora sufficienti, ma stiamo lavorando per rafforzare il sistema e valorizzare chi ci lavora. Il 2025 è stato un anno difficilissimo, con un sottofinanziamento senza precedenti: la spesa era quasi doppia rispetto alle risorse disponibili. Per evitare il collasso abbiamo chiesto sacrifici ai cittadini: addizionale IRPEF, IRAP, bollo auto e reintroduzione del ticket sui farmaci. Scelte dolorose, ma necessarie. Non solo per salvare il sistema: nei prossimi tre anni investiremo 135 milioni nel Fondo regionale per la non autosufficienza, che arriva a 600 milioni, più del fondo nazionale. Infine – chiude l’assessore – un passaggio chiave: l’accordo integrativo regionale con la medicina generale, che rappresenta una leva fondamentale per rafforzare i servizi territoriali e avvicinare la sanità ai cittadini».

Auto elettrica più conveniente: fino al 53% in meno


La strada del risparmio – La crisi in Medio Oriente ha reso l’utilizzo dell’auto elettrica ancora più conveniente: secondo uno studio di Federcarrozzieri, a parità di chilometri percorsi, una vettura elettrica costa fino al 53% in meno rispetto ad una a gasolio.

Considerati i consumi medi delle vetture elettriche e i prezzi dell’energia sul mercato, per percorrere 100 km si spendono oggi in media 5,6 euro con una e-car se la ricarica avviene in casa attraverso la rete domestica. Se invece la ricarica avviene presso una colonnina pubblica, le tariffe “a consumo” sono sensibilmente più elevate, variano in base alla velocità di ricarica e all’orario in cui si usano le colonnine, ma sfruttando gli abbonamenti e i pacchetti dei gestori il costo al kWh scende di molto portando la spesa tra i 6,8 e i 10,4 euro per 100 km. Le differenze sulle percorrenze annue diventano ancora più marcate: in media in Italia una automobile percorre infatti circa 10.200 km in un anno – spiega Federcarrozzieri – Questo significa che i costi di ricarica di una auto elettrica, alle tariffe attuali, si attestano a 571 euro annui in caso di utilizzo di rete domestica, che salgono tra i 693 e i 1.060 euro all’anno se si utilizzano le colonnine con abbonamenti e pacchetti. Ai prezzi medi attuali dei carburanti, e considerati i km percorribili con un litro di benzina e di diesel, la spesa annua per i rifornimenti alla pompa è di circa 1.183 euro per un’auto a benzina, e arriva a 1.208 per una vettura a gasolio. Questo significa che oggi un’auto elettrica consente risparmi fino al 52,7% sui rifornimenti rispetto ad un veicolo a gasolio, con una minore spesa da 637 euro annui” – calcola Federcarrozzieri.